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La diciannovenne lupa mannara Aarya non si era mai considerata un’inguaribile romantica, fino a quando non venne lasciata dal ragazzo di cui era innamorata per una nuova compagna. Con il cuore appena spezzato, partecipa con riluttanza al Ballo dei Licantropi, dove incontra il re, Dimitri Adonis, e la loro connessione si dimostra istantanea. Da quel momento, la focosa coppia deve navigare nel pericoloso mondo degli intrighi imperiali, affrontando allo stesso tempo ex amanti respinti, subalterni gelosi e altro ancora.

Età: 18+

 

La regina dei licantropi di Laila è ora disponibile per la lettura sull’app Galatea! Leggi i primi due capitoli qui sotto, o scarica Galatea per l’esperienza completa.

 


 

L’app ha ricevuto riconoscimenti da BBC, Forbes e The Guardian per essere l’app più calda per nuovi romanzi esplosivi.

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1

Trama

La diciannovenne lupa mannara Aarya non si era mai considerata un'inguaribile romantica, fino a quando non venne lasciata dal ragazzo di cui era innamorata per una nuova compagna. Con il cuore appena spezzato, partecipa con riluttanza al Ballo dei Licantropi, dove incontra il re, Dimitri Adonis, e la loro connessione si dimostra istantanea. Da quel momento, la focosa coppia deve navigare nel pericoloso mondo degli intrighi imperiali, affrontando allo stesso tempo ex amanti respinti, subalterni gelosi e altro ancora.

Età: 18+

Autore originale: Laila

“Mi baciò profondamente e in quel momento capii che saremmo stati bene”. Chiudendo di scatto il libro ormai finito, sospirai.

Normalmente, non ero il tipo di ragazza ossessionata dalle storie romantiche, ma la settimana appena trascorsa aveva cambiato le cose.

Non facevo altro che leggere queste storie romantiche irrealistiche e, ovviamente, mi immaginavo come la protagonista femminile. Chi era il protagonista maschile, vi starete chiedendo?

Lo stesso ragazzo che mi aveva rubato il cuore quattro anni prima, Hunter Hall.

“Aarya, vuoi venire a fare la spesa con me?” La voce inconfondibile di mia madre gridò su per le scale.

“No, mamma”.

Aarya Bedi è il mio nome. Ho diciannove anni e, se non si fosse capito dal nome, sono indiana e sì, sono una lupa mannara.

Al tempo, vivevo con i miei genitori, Sid e Tara; sono accoppiati/sposati da ventisette anni. Mio fratello maggiore, Sai, ha ventiquattro anni, come la sua compagna, Zoya.

Il nostro branco si chiama Luna nera; ho sempre amato la nostra comunità. Tutti conoscevano tutti e crescere qui era stato fantastico. Quel giorno, mi stavo preparando per diventare un medico di branco; era sempre stato il mio obiettivo.

Ricordo che venivo presa in giro, quando esprimevo apertamente quale fosse il mio sogno. Il colore della mia pelle e gli stereotipi ne erano la causa, ovviamente.

Tutti pensavano che fosse la carriera perfetta per me, data la mia nazionalità, perché noi eravamo tutti medici, avvocati o contabili. Mi dava fastidio, ma, alla fine, avevo imparato ad accettarlo.

La mia mente era piena di pensieri su Hunter Hall. Era il nostro beta. Lui e il nostro alfa, Carter Ward, erano stati mandati via per l'addestramento quattro anni prima e sarebbero tornati quel giorno.

Ricordo ancora la vigilia della loro partenza. Hunter venne da me con i suoi splendidi occhi blu e mi disse di aspettarlo. Avevo solo quindici anni all'epoca, ma sapevo che l'avrei aspettato.

Dopotutto, ero completamente innamorata di lui. Con lui avevo avuto il mio primo bacio, ricordo ancora la sensazione delle sue labbra contro le mie.

La maggior parte dei lupi trova il proprio compagno a diciotto anni e dato che Hunter non era qui quando raggiunsi quell'età e non avevo ancora trovato il mio compagno, ero convinta che Hunter lo sarebbe diventato.

Gemendo, rotolai giù dal letto e andai verso la mia libreria. Dovevo pensare a qualcos'altro, altrimenti sarei impazzita. La mia libreria traboccava di libri. Si poteva dire che ero un topo di biblioteca.

Le mie dita sfiorarono le copertine di molti libri, prima di fermarsi su uno. Prendendolo, sospirai. Era la storia degli umani, dei lupi mannari e dei licantropi. In realtà, conteneva puri fatti.

Tuttavia, sapevo che, se avessi letto un'altra storia romantica, i miei pensieri irrazionali non mi avrebbero mai lasciato riposare.

Mi misi comoda nel letto e cominciai a leggere. Umani, lupi mannari e licantropi vivevano in pace, e lo facevano da migliaia di anni ormai.

Non era un segreto che i licantropi regnassero su tutti noi; erano molto più forti e potenti di noi lupi mannari.

La nostra famiglia reale era composta interamente da licantropi. Li avevo sempre trovati estremamente intimidatori; portavano con sé un'aura particolare.

Scorrendo la storia di come le due specie si fossero riunite assieme per una battaglia significativa, trovai il capitolo che mi aveva sempre incuriosita.

I compagni dei licantropi. Erano considerati così preziosi. Si diceva che, se un licantropo perdeva la sua compagna, poteva andare su tutte le furie, uccidere migliaia di persone e distruggere città.

Esiste un esercito speciale che viene addestrato per affrontare tali situazioni. I licantropi possono avere un solo compagno. Non sono in grado di marcare e accoppiarsi con qualcun altro nel caso di morte del loro compagno, come possiamo invece fare noi lupi mannari.

L'avevo sempre trovato così affascinante. Se un lupo mannaro perdeva il proprio compagno, ha la possibilità di trovare la felicità marcando e accoppiandosi con qualcun altro, a differenza dei licantropi.

Ecco perché il compagno di un licantropo è così prezioso, e questo rende anche la loro specie estremamente leale. Continuando a leggere, mi imbattei nella parte sull'invecchiamento. I licantropi smettono di invecchiare a vent'anni.

Molti festeggiano ancora i loro compleanni, ma tecnicamente hanno ancora vent'anni e possono vivere per centinaia di anni.

Prima del nostro attuale re, quello precedente aveva governato per cinquecento anni prima di passare le redini a suo figlio. Si diceva che fosse andato in viaggio con la sua compagna e, da allora, nessuno ne aveva più notizie.

Anche noi lupi mannari vivevamo a lungo, ma non quanto i licantropi; invecchiavamo solo lentamente.

Si dice anche che se il compagno di un licantropo è un umano o un lupo mannaro, il corpo di quest'ultimo si adatti a diventare un licantropo, diventando più forte e più potente, per poi venire considerato un licantropo.

Questa parte mi aveva sempre spaventata, ma sapevo che corrispondeva alla verità. Dopotutto, la mia migliore amica era diventata una licantropa.

Anche se non l'avevo mai ammesso con lei, mi aveva sempre intimidita. Era cambiata e questo mi spaventava.

Poiché il libro non era recente, non menzionava il nostro nuovo re, Adonis Dimitri Grey. Apparentemente, tutti lo chiamavano Dimitri, e solo quelli abbastanza vicini a lui erano autorizzati a chiamarlo Adonis.

Il nostro re era strano; era salito al trono senza una compagna al suo fianco, cosa inaudita. Tutti coloro che lo avevano preceduto avevano trovato la loro compagna prima di diventare re.

Odiava anche le foto, a quanto pare; ce n'erano solo tre di lui. Una di quando era nato, un'altra di quando erano nati i suoi fratelli, e l'ultima scattata quando era salito al trono.

Io ero solo una bambina quando c'era stata l'incoronazione. Erano passati dieci anni. Nessuno conosceva la vera età del re e sospettavo che, probabilmente, neanche lui l'avesse mai rivelata a qualcuno.

Una suoneria si fece sentire e mi girai per prendere il mio telefono, che era in carica. Vedendo il nome lampeggiare sullo schermo, sorrisi, per poi rispondere rapidamente.

“Sophia Butler, da quanto tempo non ci sentiamo”, scherzai.

“Aarya Bedi, smettila di prendermi in giro. Sai che sono stata occupata”, si lamentò la mia migliore amica Sophia.

“Sei stata davvero occupata? O Luke ti ha tenuto intrappolata lontano?” Continuai a prenderla in giro.

Sophia rise: “Sei orribile. Sai che sono stata impegnata. Dopotutto, il Ballo dei Licantropi è alle porte! Non sei eccitata?”

Ah sì, il Ballo dei Licantropi. Il modo in cui il regno si assicurava che tutti i branchi potessero vedere il palazzo e incontrare il re. Lo odiavo.

Era la seconda volta che il nostro branco veniva scelto per andarci, ma era la prima volta che ci andavo davvero. Avevo sempre odiato i balli, i balli scolastici, i ricevimenti di nozze. Non so perché, visto che amavo travestirmi.

Ho la sensazione che il motivo per cui odiavo il Ballo dei Licantropi, anche se non ci ero mai stata, era perché ero intimidita da loro.

La prima volta che fummo scelti, fui colpita da una terribile influenza. I miei nonni erano volati dal Canada, dove vivevano, per venire a prendersi cura di me, mentre il resto della mia famiglia era partita.

Fu così che la mia migliore amica conobbe il suo compagno licantropo, Luke.

Lei è quella di cui ho parlato prima. Sophia incontrò Luke al ballo quattro anni prima e da allora era cambiata molto.

Non fraintendetemi, ero stata molto felice quando mi aveva telefonato per dirmelo, anche se la notizia mi aveva nauseata un po'. Perché una parte di me sapeva che avrei perso la mia migliore amica.

Dopotutto era una licantropa ora e avevano ruoli e responsabilità molto importanti. Il suo compagno, Luke Martin, era il capo dei guerrieri, quindi Sophia era sempre impegnata.

Dato che amava così tanto organizzare, era incaricata di occuparsi di eventi importanti e il Ballo dei Licantropi era il più importante che avrebbe mai organizzato.

“Oh, sì. Non vedo l'ora”, risposi sarcasticamente.

“Beh, la cosa buona è che potrai vedermi”. Sophia cercò di tirarmi su il morale.

“È vero. Non ci vediamo da un anno. Non da quando sei tornata a casa per vedere il tuo nipotino”. Sospirai.

“Anche tu mi manchi. Vorrei poter tornare più spesso”. Anche Sophia sospirò.

“Sei impegnata, lo capisco. Grazie a Dio per la tecnologia, però. Possiamo sempre parlare anche se non siamo insieme”, dissi.

“È così vero. Oh, Aarya! Non vedo l'ora di vederti! Parti domani, giusto?”, chiese Sophia.

“Sì, domani. Abbastanza presto”. Sospirai. “Smettila di sospirare! Almeno cerca di essere un po' emozionata”, si lamentò Sophia.

“Ok, scusa. Ci proverò”. Risi.

“Beh, ora devo andare. Il dovere chiama, ma non vedo l'ora di vederti domani”, rispose Sophia.

“Ci vediamo domani”, dissi riattaccando.

Non passò molto tempo prima che mia madre entrasse nella mia stanza con Zoya, portando una borsa. Sapevo cosa conteneva: il mio vestito per il ballo.

“Aarya, devi fare i bagagli. Sai che domani partiamo presto” disse la mamma, scuotendo la testa verso di me.

Gemendo, Zoya si mise a ridere e disse: “La aiuto a fare i bagagli”.

Mamma annuì e se ne andò. Zoya mi trascinò fuori dal letto e mi aiutò a fare i bagagli. Era una distrazione dal pensare a Hunter.

Una volta finito, chiesi a Zoya: “Allora, qualche notizia su quando Hunter e Carter torneranno?”

“Perché? Siamo impazienti, vero?” Zoya ridacchiò.

“No, sono solo curiosa, tutto qui”. Roteai gli occhi.

Zoya era l'unica nel mio branco a sapere che Hunter mi aveva baciato e che lo amavo. Tutti gli altri pensavano solo che avessi una cotta per lui.

Non volevo che i miei genitori lo sapessero e specialmente non mio fratello. Non avrebbe preso molto bene la notizia, ma sapevo di potermi fidare di Zoya.

“Beh, dovrebbero arrivare molto presto. Sei nervosa?” chiese Zoya.

“Un po'. È solo che non vedo l'ora di vederlo”, ammisi.

Io e Zoya ci sedemmo sul mio letto e chiacchierammo per un po'. Amavo il fatto di potermi aprire con lei, era praticamente mia sorella.

Sai diceva che gli piaceva vedere che sua sorella e la sua compagna avevano un bel rapporto. Ero solo fortunata che Zoya fosse così forte! Dopo la partenza di Sophia, mi sentivo sola, ma Zoya era sempre lì per me.

In poco tempo, il mio udito da lupo mannaro captò il rumore delle auto che scendevano lungo il sentiero. Saltai in piedi, il mio cuore batteva forte, mentre i nervi cominciavano a farsi sentire.

Era finalmente giunto il momento. Stavo per vedere Hunter dopo quattro anni.

Zoya mi tenne la mano mentre scendevamo le scale insieme. Sembravo a posto? Mi passai le mani tra i capelli e Zoya scosse la testa.

Mi dissi di respirare profondamente, che potevo farcela ed era tutto a posto. Per fortuna, la nostra casa era vicina al quella del branco, dove l'alfa e il beta vivevano con le loro famiglie.

Sai ci aspettava al piano di sotto e teneva la mano di Zoya. “Andiamo a vedere i nostri alfa e beta”.

Zoya non lasciò mai la mia mano, mentre percorrevamo la breve distanza fino al punto in cui le macchine erano già parcheggiate. Il mio cuore batteva così forte, che non desideravo altro che vedere Hunter.

Ci avvicinammo alle macchine e il lupo in me era irrequieto. Era quello il segno che stavo cercando? Il mio compagno era qui?

I miei sogni si stavano avverando. Hunter sarebbe sceso da quella macchina e avrebbe saputo che eravamo compagni. Sentendo la portiera dell'auto aprirsi, la mia testa scattò verso il suono.

Il primo a scendere, fu il nostro alfa, Carter Ward. Non era cambiato per niente. Beh, tranne per il fatto che era diventato muscoloso. I suoi occhi verdi scintillavano di malizia e felicità. Sì, il solito vecchio Carter.

Si scostò alcune ciocche di capelli biondi dal viso, prima di abbracciare i suoi genitori e il fratello minore. Guardai mentre salutava tutti, prima di fermarsi su di me.

Ero fortunata che il futuro alfa volesse essermi amico. Per tutta la durata della scuola, Carter era sempre stato lì per me, e, per questo, non potevo essergli abbastanza grata.

Lo consideravo uno dei miei migliori amici, insieme a Sophia.

Un sorriso contagioso si impadronì del suo viso e mi ritrovai a sorridere anch'io. La cosa successiva che so è che Carter mi prese in braccio, facendomi girare, suscitando così le risate degli adulti.

“Aarya! Oh, quanto mi sei mancata! Sei cambiata un bel po'. Pubertà, eh?” Carter mi prese in giro.

Alzai gli occhi e l'abbracciai. “Anche per me è bello vederti, Carter. Non sei cambiato affatto. Non preoccuparti, a volte le persone sbocciano tardi”, scherzai, guadagnandomi una risata dai genitori di Carter.

Carter sorrise e mi abbracciò di nuovo. “Mi sei mancata davvero, Smiley”.

“Anche tu mi sei mancato”, sorridendo al soprannome che Carter mi aveva affibbiato e che non aveva dimenticato.

Sentendo la portiera della macchina aprirsi, diedi un'occhiata alle spalle di Carter, per vedere un corpo familiare uscire dalla macchina. La sua schiena era rivolta verso di me, quindi non sapeva che mi trovavo dietro di lui.

Volevo vedere i suoi occhi blu pieni di amore e adorazione per me.

Carter si spostò e si posizionò al mio fianco, il che mi parve un po' strano. Sicuramente, avrebbe dovuto continuare a salutare tutti.

Forse voleva assistere al momento in cui Hunter e io ci saremmo riconosciuti come compagni. Sì, doveva essere così.

Il mio lupo continuò a camminare, alimentando in me l'idea che lui, Hunter, fosse davvero il mio compagno. Osservai i suoi capelli castano chiaro mossi dal vento. La sua schiena era ancora rivolta verso di me; volevo solo che si voltasse.

Che cosa stava aspettando?

Proprio quando pensavo che stesse per voltarsi e che si sarebbe realizzato il momento magico che avevo sognato, Hunter si voltò verso la macchina e tese la mano.

Il mio cuore si fermò quando vidi una mano curata raggiungere quella di Hunter. Il sorriso scomparve dal mio viso e fu sostituito da uno sguardo di tradimento.

 

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2

Carter mi teneva la mano e capii subito perché si fosse messo al mio fianco. Sapeva che io e Hunter ci eravamo baciati, della mia cotta per lui, e sapeva anche che sarei stata distrutta quando l'avrei visto.

I miei occhi non lasciarono la schiena di Hunter, mentre aiutava una ragazza mozzafiato a uscire dalla macchina. Uno sguardo a entrambi e sapevi che erano amici. Il mio cuore si è sentito come se si fosse frantumato in milioni di pezzi.

Il mio passo da lupo non era dovuto al fatto che Hunter fosse il mio compagno, ma perché Hunter aveva una compagna. C'era una grande differenza.

Le lacrime minacciavano di cadere, ma mi imposi di bloccarle. Hunter non doveva vedere quanto la cosa mi avesse colpito, dovevo essere forte.

Mi voltai a guardare Carter, che aveva un'espressione colpevole sul viso. Gli sorrisi tristemente e scossi la testa. Non era colpa sua, e non era neanche colpa di Hunter, davvero; non era possibile scegliersi il compagno.

Anche se questa era stata l'unica volta in cui avrei voluto fosse stato possibile. Vedere la persona che desideravi portare in giro la propria compagna e presentarla fu come ricevere una pugnalata allo stomaco.

Uno spreco dei miei quattro anni, seduta ad aspettarlo come una completa e totale idiota.

Hunter si stava facendo strada con la sua compagna. Il sorriso sul suo volto fu un altro colpo per me.

Avrei voluto che avesse avuto quel sorriso guardandomi, ma quello era riservato alla sua compagna, che non ero io.

Lasciai la mano di Carter e mi asciugai i palmi sudati sui jeans. Hunter stava presentando la sua compagna a Sai e Zoya; ora sarebbe toccato a me. Non potevo fargli vedere quanto fossi sconvolta.

Invece, sarei stata felice per lui, come tutti gli altri. Speravo di riuscire a superare questa presentazione senza piangere.

Feci un respiro profondo, mentre Hunter si avvicinava a me. Improvvisamente, i ricordi di noi quattro anni prima mi balenarono davanti agli occhi. Il suo splendido sorriso, quel bacio incredibile, le sue promesse.

Chiudendo gli occhi, sono uscita dal mio sogno ad occhi aperti. Quando li riaprii, Hunter mi stava sorridendo, non come era solito fare. Solo un sorriso amichevole, come aveva fatto con tutti gli altri.

“Aarya, vorrei presentarti la mia compagna, Lana Reed”. Hunter fece un gesto verso la sua compagna.

“È un vero piacere conoscerti, Lana. Buona fortuna nel domarlo”, scherzai.

Lana rise e disse: “Mi piaci! Sei divertente. Speriamo di poterci frequentare di più. Ho bisogno di più amicizie femminili”.

Il mio stomaco si contorse alle sue parole; era così carina. Questo rendeva più difficile odiarla.

“Certamente. Mi piacerebbe uscire con te”. Sorrisi. Accidenti a me e alla mia eccessiva educazione. Perché non potevo semplicemente dirle che non volevo uscire con lei?

Lana sorrise di rimando e la coppia si spostò lungo la fila. Carter se n'era andato e io ero rimasta lì in piedi, sola con i miei pensieri.

Zoya mi toccò delicatamente la spalla, facendomi sobbalzare. La guardai e scorsi la tristezza nei suoi occhi. Sospirai e scossi la testa.

Non volevo parlare e non volevo la sua compassione. Chiedevo solo di sedermi nella mia stanza e piangere, ma non potevo ancora andarmene.

Invece di seguire Hunter e Lana, mi concentrai su Carter, che stava parlando con i membri del consiglio.

Una volta finito di parlare con questi ultimi, si voltò a guardarmi, probabilmente percependo il mio sguardo, che era fermamente bloccato su di lui.

Si avvicinò a me e sussurrò: “Vai a casa, Aarya. Ti do il permesso. Non stare qui se ti rompi. Devi rientrare”.

Lo guardai con le lacrime agli occhi e sussurrai con voce rotta: “Perché non me l'hai detto?”

Carter sembrava sconvolto. Si asciugò la lacrima vagante che gli era sfuggita.

“Oh, Smiley. Non sapevo come fare. Non volevo dirtelo per telefono o per lettera. Volevo dirtelo di persona, ma non ne ho avuto la possibilità. Mi dispiace tanto”.

Sussultando, sospirai: “Non è stata colpa tua. Devo andare avanti, ma ho anche bisogno di un po' di tempo per venirne a capo”.

Carter annuì con la testa, capendo quello che stavo dicendo. Mi baciò sulla fronte e mi girai, dirigendomi verso casa.

Sentii Carter dire alla mia famiglia e a tutti che mi aveva lasciata andare a casa perché ero stanca. Appena rientrata, mi precipitai al piano di sopra e mi cambiai, optando per abiti comodi.

Di solito indossavo la maglietta di Hunter ogni sera per andare a letto, ma la tirai fuori dall'armadio e la gettai direttamente nel cestino dei rifiuti. Non l'avrei più indossata; avevo perso ogni diritto nei confronti di Hunter, nell'istante in cui aveva trovato la sua compagna.

La sua compagna. Il mio cuore sanguinò ancora di più, sempre se fosse possibile.

Crollando sul mio letto, lasciai scendere le lacrime. Lasciai che bagnassero il mio cuscino, e piansi. Tutto questo strazio era un fardello troppo grande da sopportare per me.

Dopo tutto il tempo passato a desiderare un compagno, a volere quello che avevano i miei genitori, mi ritrovai a non volerne più uno. Non volevo che qualcuno mi amasse; ero a pezzi. Non volevo il dolore di avere un compagno.

Gli accoppiamenti dovevano essere una cosa magica, e io ci credevo con tutto il cuore, ma a quel punto non più. Gli accoppiamenti causavano dolore e tristezza. Chi voleva questo?

Le lacrime non cessarono, quando la mia famiglia tornò a casa. Sentii mia madre fermarsi fuori dalla mia porta e sperai che non entrasse.

Trattenni il respiro per fermare i singhiozzi. Se mamma mi avesse sentita piangere, non avrebbe esitato a entrare nella mia stanza.

“Tara, lasciala dormire. Domani dobbiamo iniziare presto”, disse mio padre a bassa voce. Sentii i passi svanire e alzai gli occhi al soffitto. Papà aveva ragione, l'indomani si sarebbe cominciato presto. Avevo bisogno di dormire un po'.

Chiudendo gli occhi, mi persi nel mio mondo di sogni….

**

Un forte ronzio mi fece gemere, mentre mi giravo e spegnevo la sveglia del mio telefono. Oggi era il giorno del Ballo dei Licantropi.

Lo temevo, perché sapevo che sarei stata stanca. Speravo di potermi addormentare in macchina.

Sforzandomi ad alzarmi dal letto, mi vestii e rabbrividii quando vidi le borse sotto i miei occhi. Chiaramente, la notte precedente non avevo dormito bene.

Sospirando, mi preparai e mi truccai per apparire un po' più viva.

Quando scesi al piano di sotto, i miei genitori stavano bevendo le loro tazze di tè e Sai e Zoya stavano facendo colazione.

Improvvisamente quattro paia di occhi si voltarono a guardarmi e intravidi la stessa cosa in loro. Compassione.

Non volevo la loro compassione. Non desideravo altro che stare a letto e piangere tutto il giorno, ma sapevo che non sarebbe successo. Avevo bisogno di provare a Hunter e a me stessa che ero forte.

Mio padre mi passò una tazza di caffè e io sorrisi.

Mamma e Zoya parlarono di quanto il ballo sarebbe stato fantastico per me, dato che era la mia prima volta. Ero grata per tale distrazione.

Una volta mangiato, era ora di mettersi in viaggio. Salii in macchina, indossai subito le cuffie per ascoltare la musica e appoggiai la testa contro il vetro freddo.

Papà e mamma mi lasciarono sola mentre lasciavo che la musica mi trasportasse nel mio mondo. In poco tempo, il sonno prese il sopravvento, dando al mio corpo una pausa necessaria.

“Aarya, svegliati”. Mia madre mi scosse delicatamente.

Mi stropicciai gli occhi assonnati e mi resi conto che eravamo in una stazione di servizio. Allungando le braccia, scesi dalla macchina. Zoya e Sai scesero dalla loro e mi salutarono.

“Vai a prendere qualcosa da mangiare e assicurati di andare in bagno. Ci restano ancora due ore”, mi disse mamma, porgendomi dei soldi.

Sospirando, entrai in un negozio per prendere qualcosa da mangiare. Ero certa di avere un'espressione addolorata permanentemente dipinta sulla faccia, perché tutti mi guardavano per poi distogliere rapidamente lo sguardo.

“Smiley! O dovrei dire Scowly? Perché quel muso lungo?” Carter mi arruffò i capelli.

“Urgh, davvero? Perché i capelli?” Mi lamentai, spingendolo via e sistemandomi.

“Perché sono quattro anni che non riesco a farlo e la tua reazione è impagabile, come sempre”. Carter ridacchiò.

Sgranando gli occhi, feci il giro del negozio, ma mi fermai, quando sentii la risata nauseante e dolce di Lana. Oh fantastico, l'ultima cosa di cui avevo bisogno era vedere Lana e Hunter.

“Andiamo, Smiley. Prendiamo velocemente del cibo”, disse Carter dolcemente, portandomi nella direzione opposta nel negozio.

Presi un pacchetto con una barretta di cioccolato e una bottiglia d'acqua. Mentre ero in coda, sentii di nuovo quella risata. Erano dietro di me.

Respiri profondi, Aarya, respiri profondi. Tutto quello che devi fare è pagare e andartene. Non prestare loro attenzione, mi dissi.

Misi i miei oggetti sul bancone e alzai gli occhi, sentendo Lana ridere ancora una volta. Che diavolo le stava dicendo Hunter? A dire il vero, santo cielo, non volevo proprio saperlo.

Dopo aver pagato, mi precipitai fuori dal negozio, con un disperato bisogno di aria fresca. Volevo aspettare Carter, ma non volevo nemmeno rischiare di incontrare Hunter e Lana.

Decisioni, decisioni. Ovviamente scelsi l'opzione migliore, ossia quella di andare alla macchina ed evitare di vedere Hunter e Lana.

Fortunatamente, papà era già in macchina. Sorrisi mentre salivo sul sedile posteriore. Mi ritrovai a guardare fuori dal finestrino e così vidi Hunter e Lana.

Anche dando loro solo un'occhiata, sembravano decisamente quella coppia di innamorati che tutti odiano. Quelli che si scambiano sempre effusioni in pubblico e infastidiscono tutti.

Hunter aveva il braccio sulla spalla di Lana e la stava baciando sul collo, in pubblico! Se io potevo vedere, allora anche tutti gli altri potevano farlo. Lana sembrava divertirsi, però.

Feci una smorfia e, allo stesso tempo, stabilii un contatto visivo con Carter, che aveva i conati di vomito dietro di loro. Questo mi fece ridere. Lui mi sorrise, vedendomi ridere, e fece finta di tagliarsi la gola.

Almeno sapevo di non essere l'unica a odiare quella scena.

Quando la mamma tornò in macchina, papà ci disse che ci restavano poco meno di due ore. Erano già le 11 del mattino, quindi saremmo arrivati all'una circa.

Mentre papà iniziò a guidare, io passai la prima ora a mangiare il mio cibo e a leggere il libro che avevo messo in valigia. Niente più romanzi d'amore per me, questo era un emozionante giallo. Decisamente più adatto a me.

La seconda ora mi addormentai di nuovo. Probabilmente fu stata una buona cosa; avevo bisogno di dormire prima del Ballo dei Licantropi di quella sera.

Mamma mi svegliò, quando arrivammo all'hotel. Carter si avvicinò alla nostra macchina e sorrise quando mi vide strofinarmi gli occhi, per scacciare via il sonno.

“La bella addormentata finalmente si sveglia”, disse, porgendomi la mano.

Presi la sua mano e gli dissi: “Di' quello che vuoi. Avevo bisogno di dormire, altrimenti non sarei stata in grado di sopravvivere stanotte”.

“Anch'io avevo bisogno di dormire, ma no, ho dovuto fare quel dannato viaggio in macchina fino a qui”, si lamentò mentre entravamo nella reception dell'hotel.

Risi alla faccia di Carter e aggiunsi: “Beh, dormi un po' dopo il check-in”.

“Allora, Smiley. Stasera, sii la mia accompagnatrice al Ballo dei Licantropi. Non posso immaginare di andarci con un'altra. Tu sei l'ossigeno che respiro, il…”, disse Carter drammaticamente.

Gli diedi un colpetto scherzoso: “Ok, signor Drammatico. Abbassa i toni. Credo che verrò con te”.

“Bene. Se avessi detto di no, ti avrei costretto comunque”. Carter mi fece l'occhiolino e raggiunse i suoi genitori, intenti a fare il check-in.

Ridacchiai per quanto fosse sciocco. Carter stava facendo un buon lavoro per distrarmi, e sapevo che era il motivo per cui si stava comportando più stupidamente del solito.

Mentre camminavo verso i miei genitori, le mie orecchie si soffermarono involontariamente sulla conversazione di Hunter e Lana.

“Non vedo l'ora di prendere la nostra stanza. Voglio solo strapparti questi vestiti di dosso”, disse Hunter.

“Non dire così! Ti possono sentire tutti”, esclamò Lana.

“Lascia che sentano. Non mi interessa. Voglio solo metterti in mostra stasera al ballo”, rispose Hunter.

Scuotendo la testa, mi concentrai su qualsiasi altra cosa. Mi sentivo come se mi fossi intromessa nella loro conversazione privata, ma mi bruciava in ogni caso.

Hunter chiaramente non ricordava cosa era successo quattro anni prima, o non gli interessava. Era felice ed era andato avanti.

Il mio piano era di andare con Hunter quella sera, perché nel mio mondo dei sogni, pensavo che saremmo stati compagni. Avrei dovuto trovarmi nella posizione di Lana, ma non era così.

Prima me ne fossi resa conto, tanto meglio sarebbe stato per me.

Sospirando, mi diressi verso i miei genitori, che mi consegnarono la chiave della mia stanza. Grazie a Dio ne avevo una, perché in quel momento stavo cercando con tutte le mie forze di non far scendere le lacrime.

Papà e mamma erano su un piano diverso, così mi diressi da sola al mio. Mamma mi avvertì di iniziare a prepararmi alle 16, perché le macchine sarebbero venute a prenderci alle 19.

Zoya e Sai erano sullo stesso piano dei miei genitori, quindi ero sola su quel piano.

La fortuna era finalmente dalla mia parte, perché Hunter e Lana non erano sul mio piano. Zoya mi inviò un messaggio appena entrai nella mia stanza, dicendomi che erano al suo piano.

Anche Carter mi scrisse, chiedendomi a che piano fossi e, naturalmente, era al mio.

Disfeci rapidamente i bagagli e misi il telefono in carica. Le immagini di Hunter e Lana mi ossessionavano.

Erano le due del pomeriggio, dovevo fare qualcosa prima che i miei pensieri mi consumassero. Andai in bagno e mi spogliai, aprendo la doccia.

Quando entrai nella doccia calda, le lacrime iniziarono a scendere. Non si fermavano, e decisi di lasciarle cadere. Avevo bisogno di togliermi questo peso dallo stomaco. Mi lasciai annegare nelle lacrime e nel dolore.

 

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La bella e l’alfa Grayson

Belle non è al corrente dell’esistenza dei mutaforma. Su un aereo per Parigi incontra l’Alfa Grayson, che pretende che lei gli appartenga. L’alfa possessivo marchia Belle e la porta nella sua suite, dove lei cerca disperatamente di combattere la passione che sta crescendo tra di loro.

Belle si lascerà vincere dai suoi desideri o riuscirà a resistere?

Età: 16+

La compagna mezzosangue dell’alfa

AsaLynn è la figlia dell’alfa del Branco dell’albero perfetto e ha ormai 199 anni. È quasi impensabile che un discendente della linea Alfa non trovi un compagno prima di compiere 200 anni, ma AsaLynn è a 6 settimane dal suo compleanno e non l’ha ancora trovato. Così suo padre decide di mandarla in Australia per partecipare alla grande cerimonia di accoppiamento stabilita dal re Alfa Leviathan. Lui è stato uno dei primi immortali e anche il primo a essere trasformato in lupo mannaro dalla Dea della Luna, ma, proprio come AsaLynn, neanche lui ha mai trovato una compagna…

Età: 18+

Marchiata

Rinchiusa di notte dalla sua famiglia dal giorno della sua nascita, Rieka è stata incapace di realizzare il suo unico desiderio: guardare le stelle di notte.

Ora, vent’anni dopo, ha escogitato un piano per uscire di nascosto con i suoi amici, ma non sa che questo semplice atto di ribellione cambierà la sua vita per sempre e la metterà nel mirino di un alfa che non la lascerà andare.

Età: 18+

Morsa dall’alfa

Quando una giovane fuggitiva, Quinn, viene morsa da un lupo nel bosco, scopre un mondo che non sapeva esistesse, un mondo di lupi mannari.

Ora Quinn deve adattarsi alla sua nuova vita nel Branco della luna ombra, sotto la guida di un affascinante alfa.

Età: 18+

La principessa dei draghi

11 ANNI PRIMA

Era ancora buio quando papà arrivò nella mia camera da letto. Il sole stava ancora dormendo, insieme a tutti gli uccelli.

Stava andando all’avventura, disse, e pensava che mi sarebbe piaciuto partire con lui.

Naturalmente lo feci.

Saltai dal mio letto. Misi il mio cappotto di pelle di pecora. Era estate, ma le mattine erano ancora fresche…

Età: 18+

Infinity

Il compagno di Lux è tutto ciò a cui Zayla riesce a pensare dal primo giorno in cui ha sentito il suo profumo. Cerca di immaginare il suo aspetto, il suo sapore… ma sa che anche i suoi sogni più selvaggi non gli rendono giustizia.

Dall’alba al tramonto, il compagno di Lux è sempre lì, in agguato nell’ombra, appena fuori portata. Lei non sa nemmeno che specie sia. Tutto ciò che conosce è il suo nome: Soren.

Età: 18+

Tutt’uno col fuoco

Rimasta orfana da piccola e passata da una casa adottiva all’altra, Adeline ha passato gli ultimi nove anni da sola nascondendo un segreto: è un lupo mannaro. Quando fa una corsa finendo inconsapevolmente nel territorio del branco, viene catturata e presto scopre che trovare i suoi simili non è come sperava che fosse. Quando incontra l’alfa che la trattiene contro la sua volontà, volano scintille. Ma lui potrà vederla come qualcosa di diverso da una semplice lupa senza branco? O lei sarà sempre sua prigioniera?

Età: 18+

Omega

La vita di Alice scorre piuttosto noiosa: va al liceo, guarda Gossip Girl con la sua migliore amica Sam e ha un lavoro part-time in una tavola calda. Non le succede mai niente di eccitante, fino alla fatidica sera in cui, uscita a gettare la spazzatura fuori dal luogo di lavoro, viene improvvisamente morsa da un lupo.

Al risveglio, avvenuto la mattina successiva, Alice nota con sorpresa come il morso sia già completamente guarito e lei si sente anzi meglio che mai e piena di energia. Il problema è che non è l’unica ad aver notato questi miglioramenti… Il malvagio Ryder e la sua banda sono improvvisamente molto interessati a lei, ma per quale motivo?

Età: 16+